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Yoga in estate: come praticare con il caldo secondo Yoga e Ayurveda

  • Immagine del redattore: Milena Schiavello
    Milena Schiavello
  • 7 lug
  • Tempo di lettura: 4 min


L'estate è la stagione della luce, dell'espansione e dell'energia. Le giornate si allungano, il sole raggiunge la sua massima intensità e il nostro organismo risponde a questo cambiamento con un aumento del calore interno.

Secondo l'Ayurveda, antica scienza della vita considerata la "sorella" dello Yoga perché ne condivide la stessa visione dell'essere umano, ogni stagione influenza i tre Dosha: Vata, Pitta e Kapha, le energie che regolano corpo, mente ed emozioni.

Durante l'estate predomina naturalmente Pitta Dosha, costituito dagli elementi Fuoco e Acqua. Per mantenere equilibrio e benessere è importante adattare la pratica dello yoga, la respirazione, l'alimentazione e lo stile di vita alle caratteristiche di questa stagione.

I tre Dosha: Vata, Pitta e Kapha

L'Ayurveda descrive tre energie fondamentali presenti in ciascuno di noi.

Vata (Aria + Etere) governa il movimento, la creatività, il sistema nervoso e la respirazione.

Pitta (Fuoco + Acqua) regola la digestione, il metabolismo, la trasformazione, la lucidità mentale e la capacità decisionale.

Kapha (Terra + Acqua) dona stabilità, forza, resistenza, calma e nutrimento.

Ognuno possiede una combinazione unica di questi Dosha, ma le stagioni tendono ad aumentarne uno in particolare. In estate è Pitta a diventare predominante.

Quando Pitta è in equilibrio

Un Pitta armonioso favorisce:

  • energia e vitalità;

  • chiarezza mentale;

  • entusiasmo;

  • buona digestione;

  • determinazione;

  • capacità organizzativa;

  • coraggio e leadership.

Il calore diventa una forza vitale che sostiene la trasformazione e la crescita.

Quando Pitta è in eccesso

Se il caldo esterno si somma a stress, alimentazione troppo piccante, eccessiva attività fisica o ritmi frenetici, Pitta può accumularsi.

A livello fisico

Un eccesso di Pitta può manifestarsi con:

  • sensazione costante di calore;

  • sudorazione abbondante;

  • infiammazioni;

  • acidità gastrica e reflusso;

  • digestione troppo intensa;

  • eruzioni cutanee, acne o dermatiti;

  • occhi arrossati;

  • mal di testa;

  • irritabilità verso il caldo.

A livello psicologico

La mente può diventare:

  • ipercritica;

  • perfezionista;

  • competitiva;

  • impaziente;

  • orientata al controllo.

A livello emotivo

Le emozioni tipiche dell'eccesso di Pitta sono:

  • rabbia;

  • irritabilità;

  • frustrazione;

  • intolleranza;

  • aggressività verbale;

  • difficoltà a rilassarsi.

Lo yoga ci insegna che ogni eccesso rappresenta una perdita di equilibrio. La pratica diventa quindi uno strumento per ritrovare armonia.

Come dovrebbe essere la pratica yoga in estate

Durante i mesi più caldi non è necessario praticare meno, ma praticare in modo diverso.

È consigliabile rallentare il ritmo, ascoltare il corpo e privilegiare una pratica fresca, morbida e meditativa.

L'obiettivo non è produrre altro calore, ma disperderlo dolcemente.

È preferibile praticare nelle prime ore del mattino oppure al tramonto, evitando le ore centrali della giornata.

Le posizioni più adatte

In estate è utile privilegiare asana che favoriscono apertura, stabilità e rilassamento.

Sono particolarmente indicate:

  • piegamenti in avanti morbidi;

  • torsioni leggere;

  • aperture delle anche;

  • flessioni laterali;

  • posizioni sedute;

  • posture rigenerative;

  • inversioni dolci, se adatte alla propria condizione.

Una lunga permanenza in Balasana (Posizione del Bambino), Paschimottanasana (Piegamento in avanti da seduti), Supta Baddha Konasana sostenuta da cuscini e Viparita Karani (Gambe al muro) favorisce un profondo effetto calmante sul sistema nervoso.

È invece utile limitare:

  • pratiche molto dinamiche;

  • lunghe sequenze di saluti al sole nelle ore calde;

  • permanenze prolungate in posizioni molto intense;

  • allenamenti competitivi o orientati esclusivamente alla performance.

Il Pranayama che raffredda il corpo

Il respiro rappresenta uno degli strumenti più potenti dello Yoga.

Durante l'estate sono particolarmente indicate le respirazioni rinfrescanti.

Tra queste troviamo:

  • Shitali Pranayama, il "respiro rinfrescante", inspirando attraverso la lingua arrotolata;

  • Sitkari Pranayama, inspirando tra i denti socchiusi;

  • una respirazione lenta e profonda con espirazioni più lunghe dell'inspirazione;

È invece consigliabile ridurre pratiche molto riscaldanti come Kapalabhati o Bhastrika, soprattutto nelle giornate più afose o quando Pitta è già elevato.

Meditazione: coltivare il fresco anche nella mente

Non raffreddiamo soltanto il corpo.

Anche la mente ha bisogno di rallentare.

L'estate può essere un ottimo momento per sviluppare:

  • meditazione sul respiro;

  • consapevolezza del corpo;

  • gratitudine;

  • contemplazione della natura;

  • pratica della gentilezza verso sé stessi.

Lasciare andare il bisogno di fare continuamente permette di trasformare l'energia intensa di Pitta in chiarezza e serenità.

Lo stile di vita secondo l'Ayurveda

Per riequilibrare Pitta è utile creare una quotidianità più fresca e morbida.

Può essere d'aiuto:

  • trascorrere tempo nella natura;

  • camminare vicino all'acqua;

  • evitare un'eccessiva esposizione al sole;

  • concedersi momenti di riposo;

  • dormire a sufficienza;

  • ridurre gli impegni quando possibile;

  • coltivare attività creative e rilassanti.

Anche l'alimentazione può sostenere questo equilibrio, privilegiando cibi freschi, leggeri e idratanti, come frutta di stagione, verdure, cetrioli, zucchine, cocco, menta e alimenti naturalmente dolci e rinfrescanti, limitando invece pietanze molto piccanti, fritte, eccessivamente salate o alcoliche.

Lo Yoga come pratica di ascolto

L'estate ci invita a brillare, ma non a bruciare.

Lo Yoga e l'Ayurveda ci ricordano che il benessere nasce dalla capacità di adattarci ai ritmi della natura.

Quando impariamo ad ascoltare il corpo, il respiro e le emozioni, la pratica diventa uno spazio di equilibrio in cui il calore dell'estate si trasforma in energia vitale, presenza e consapevolezza.

Praticare seguendo le stagioni significa rispettare la nostra natura più profonda. Ed è proprio in questo dialogo continuo tra corpo, mente e ambiente che Yoga e Ayurveda ci guidano verso uno stato di autentica armonia.

 
 
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