Dall’estate all’autunno: accompagnare il cambiamento con lo Yoga

Settembre è un mese di passaggio. L’estate non è ancora finita: le giornate possono essere luminose e calde, abbiamo ancora dentro il desiderio di stare all’aperto, muoverci, incontrare persone e approfittare delle ultime occasioni della bella stagione. Eppure qualcosa, lentamente, comincia a cambiare.
La luce diminuisce, le giornate si accorciano, l’aria del mattino può diventare più fresca. Anche dentro di noi può iniziare un movimento diverso: dall’energia più espansiva ed estroversa dell’estate ci avviciniamo gradualmente a una stagione che invita maggiormente al raccoglimento.
Non è necessario accelerare questo passaggio. Possiamo semplicemente imparare ad ascoltarlo.
Un cambiamento che riguarda anche la nostra energia
Durante l’estate siamo naturalmente portati verso l’esterno: viaggi, incontri, movimento, luce, attività, giornate più lunghe.
L’autunno, invece, ci conduce poco alla volta verso una dimensione più interiore. È il momento in cui la natura comincia a ridurre, lasciare andare, conservare energia.
Il passaggio tra queste due stagioni può essere molto piacevole, ma per alcune persone può essere anche un momento di maggiore vulnerabilità.
Potremmo percepire:
una stanchezza insolita;
maggiore sensibilità emotiva;
difficoltà nel ritrovare i ritmi abituali;
una mente più agitata o dispersiva;
il desiderio di fare ancora molte cose accompagnato, però, da minore energia;
sonno meno regolare;
una sensazione di malinconia o di cambiamento difficile da definire;
maggiore bisogno di tranquillità e di spazi personali.
Non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va. A volte stiamo semplicemente attraversando una fase di adattamento.
Lo Yoga può aiutarci proprio in questo: non opponendoci al cambiamento, ma imparando ad accompagnarlo.
Uno sguardo attraverso l’Ayurveda: Pitta lascia gradualmente spazio a Vata
La disciplina dello Yoga e l’Ayurveda possono offrirci una chiave interessante per osservare i cambiamenti stagionali.
Secondo l’Ayurveda, nella natura e nell’essere umano agiscono tre principi, chiamati dosha: Vata, Pitta e Kapha.
Non si tratta di etichette rigide, ma di qualità che possiamo riconoscere anche nella vita quotidiana.
Pitta è collegato principalmente agli elementi fuoco e acqua. Richiama calore, trasformazione, intensità, determinazione. Sono qualità particolarmente evidenti durante l’estate.
Vata, legato agli elementi aria e spazio, porta invece movimento, leggerezza, variabilità, freschezza e rapidità. Sono caratteristiche che diventano progressivamente più presenti avvicinandoci all’autunno.
Settembre si trova proprio in questo delicato territorio di confine.
Possiamo avere ancora molto fuoco, ma iniziare contemporaneamente a percepire maggiore movimento e instabilità. Può essere più utile cercare qualità di equilibrio, stabilità e centratura.
Nella pratica Yoga: meno prestazione, più ascolto
Chiedersi:
Di cosa ho bisogno oggi?
Una buona pratica di passaggio può alternare movimento dolce e quiete.
Possiamo privilegiare:
Posizioni in piedi, per ritrovare stabilità e percepire maggiormente il contatto con il terreno.
Movimenti lenti e consapevoli, evitando di passare rapidamente da una posizione all’altra.
Posizioni che coinvolgono gambe e bacino, aiutandoci simbolicamente e fisicamente a ritrovare una base.
Torsioni delicate, che possono accompagnare la sensazione di transizione e cambiamento.
Piegamenti in avanti morbidi, quando adatti alla persona, per favorire progressivamente una qualità più raccolta e introspettiva.
Pratiche respiratorie regolari e tranquille, nelle quali il respiro non venga forzato ma osservato e progressivamente reso più uniforme.
Inoltre, possiamo concedere maggiore spazio alla parte finale della pratica: Śavāsana, rimanendo nell’immobilità e lasciar fluire morbidamente il respiro.
La domanda non è più soltanto:
“Quanto riesco a fare?”
ma:
“Come mi sento mentre lo faccio?”
Radicarsi senza appesantirsi
Quando le qualità di Vata aumentano, la tradizione ayurvedica suggerisce di compensare movimento, leggerezza e irregolarità attraverso qualità opposte: stabilità, calore, regolarità e presenza.
Possiamo portare questo principio anche fuori dal tappetino.
Non servono grandi cambiamenti. Spesso sono proprio i piccoli gesti quotidiani a creare stabilità.
Ritrovare gradualmente degli orari
Dopo il ritmo più libero dell’estate, settembre può essere il momento per ristabilire una certa regolarità.
Cercare, per quanto possibile, di mangiare, dormire e praticare in orari abbastanza costanti offre al corpo dei punti di riferimento.
Non riempire immediatamente l’agenda
Settembre porta spesso con sé una sensazione di ripartenza.
Nuovi progetti, lavoro, scuola, attività, corsi, impegni.
Il rischio è voler ripartire facendo tutto contemporaneamente.
Possiamo invece lasciare qualche spazio vuoto.
Anche il vuoto fa parte della pratica.
Continuare a stare nella natura
L'estate finisce lentamente, non improvvisamente.
Camminare, osservare la luce che cambia, respirare all'aperto e trascorrere tempo nel verde permette di vivere la trasformazione della stagione invece di subirla.
Scegliere ciò che ci riscalda e ci nutre
Con l'arrivo delle giornate più fresche può essere piacevole iniziare gradualmente a preferire cibi meno freddi e pasti più semplici, caldi e regolari, rispettando naturalmente le proprie esigenze individuali.
Anche una tisana, una cena tranquilla o qualche minuto senza telefono possono diventare piccoli rituali di passaggio.
Ridurre gli stimoli quando ne sentiamo il bisogno
Se ci accorgiamo di essere particolarmente dispersi o affaticati, forse non abbiamo bisogno di aggiungere qualcosa, ma di togliere.
Meno notifiche.
Meno attività contemporaneamente.
Meno fretta.
Più spazio per percepire ciò che sta accadendo.
Lo Yoga ci insegna anche ad attraversare i passaggi
Spesso pensiamo allo Yoga come a una pratica fatta di posizioni.
Ma una parte molto più profonda dello Yoga consiste nell'imparare a osservare.
Osservare quando abbiamo energia e quando abbiamo bisogno di recuperare.
Quando desideriamo espanderci e quando sentiamo il bisogno di raccoglierci.
Quando è il momento di agire e quando è il momento di lasciare spazio.
Il passaggio dall’estate all’autunno può diventare allora una piccola pratica di consapevolezza.
Non dobbiamo abbandonare improvvisamente l’energia luminosa dell’estate. Possiamo portarla con noi.
Una breve pratica per incrementare stabilità e centratura:




